Templo nasce a 500 metri s.l.m. sulle colline di Acquaviva Collecroce, ed è genuino come tutti i vini della cantina Cianfagna : uve di raccolte manualmente, fermentazione spontanea con soli lieviti indigeni, 4 mesi in acciaio, travasi delicati, senza stressare il vino e nessun filtraggio .Al naso si apre profumato ed espressivo, con note di fiori bianchi, agrumi e frutta a polpa gialla. In bocca è fresco, minerale e sapido, dal sorso scattante , sostenuto da una buona spalla acida. Il finale è pulito e persistente, con retrogusto erbaceo. Un bianco artigianale, luminoso e autentico, che esprime con immediatezza il suo carattere.
Risponde direttamente Azienda Agricola Cianfagna, senza intermediari.
Note di degustazione
Vista
giallo paglierino
Olfatto
Note Frutta a bacca gialla, agrumi, fiori bianchi, erbaceo,
In media la resa è 50 Q/Ha ma in annate particolari si raccolgono anche soli 35-40 Q/Ha
Vinificazione
Vendemmia manuale, anticipata inizio settembre. Pigiadiraspatura delle uve e fermentazione tradizionale con soli lieviti indigeni a temperatura controllata. Macerazione sulle bucce di sole poche ore fino a raggiungere la colorazione desiderata, segue la fermentazione malolattica. Riposa in acciaio per circa 5/6 mesi per essere imbottigliato.
Filtrazione
Non si eseguono filtrazioni per non spogliare il vino e per non perdere le caratteristiche tipiche
Estratto Secco
20 g/l
Capacità Invecchiamento
2 - 3 anni
Informazioni fornite da Azienda Agricola Cianfagna o tratte dalla sua scheda tecnica. Gradazione, ingredienti e allergeni possono cambiare da un'annata all'altra: fa fede l'etichetta della bottiglia.
Vitigno emblema del Molise, la Tintilia trova in Sator la sua sintesi. Prodotto in purezza al 100% da vigneti di proprietà a 500 m s.l.m. su suoli argilloso-calcarei esposti a sud, è frutto di una viticoltura di grande rispetto: in vigna solo zolfo e rame, basse rese e vendemmia manuale. In cantina solo mosto fiore, fermentazione spontanea a temperatura controllata e macerazioni lunghe. Affinato per 24 mesi in solo acciaio e poi in bottiglia, senza ricorso al legno, per preservare l'integrità del frutto. Rosso rubino intenso. Naso ampio e profondo: mora selvatica, amarena, mirtillo nero, viola, note speziate di chiodo di garofano, cannella, cacao, tabacco e pepe nero. Palato caldo, avvolgente, di grande equilibrio: tannini setosi e precisi, spalla acida viva, sapidità e persistenza esemplari. Un rosso nobile, autentico e longevo, che esprime con purezza, eleganza e potenza l'identità più vera della Tintilia. 14,5% vol. Un vino che non ha niente da invidiare ai grandi rossi italiani.
Riserva in bottiglie numerate, prodotta esclusivamente nelle annate vocate alla surmaturazione, da raccolta tardiva con leggero appassimento naturale in vigna.100% Tintilia da vigneti di proprietà a 500 m s.l.m. su terreno argilloso e calcareo, condotta con viticoltura di estremo rispetto: solo zolfo e rame, nessun diserbo, basse rese, vendemmia manuale. Solo mosto fiore, fermentazione spontanea a temperatura controllata. Affinamento di grande tempo: 18-24 mesi in acciaio e 6/8 mesi in legno nobile, poi bottiglia. Rispetto al Sator : più concentrazione, più profondità, più longevità, senza perdere eleganza. Dal colore rubino intenso e profondo. Naso nobile di mora selvatica, amarena sotto spirito, viola, cacao, tabacco e spezie scure. Palato a 15% caldo, avvolgente, raffinato, tannini setosi, spalla acida vibrante e finale infinito e persistente. Una bellissima espressione della Tintilia. Meritevole in meditazione.
Il rosato di Tintilia come non lo avete mai bevuto. Vincenzo lo chiama “il falso rosso” – e mai definizione fu più azzeccata. Colore volutamente non schiarito, non filtrato nell’anima: buccia di cipolla carico, quasi cerasuolo, con quei riflessi ramati caratteristici della Tintilia. È una scelta precisa, di rispetto assoluto del vitigno, per non snaturarne l'identità cromatica. Naso che è una vera esplosione: piccoli frutti rossi croccanti, fragolina selvatica, melograno, arancia sanguinella, rosa canina e note di gesso e spezie, con quella mineralità unica che solo i suoli di Acquaviva sanno dare. In bocca spiazza: non è un rosatino leggero e poco interessante, tutt’altro. Ha struttura, sapidità, profondità e speziatura da rosso, ma con freschezza, bevibilità e tensione da grande rosato gastronomico. Asciutto, setoso, con finale amaricante (tipico della tintilia) e persistente. Un rosato di carattere, identitario e di grande personalità.
Il cugino nobile del Sator, il suo lato più maschile e deciso. Nasce dalla stessa Tintilia in purezza 100% a 500 m s.l.m. su argilla e calcare, con la medesima viticoltura di grande rispetto: solo zolfo e rame, basse rese, vendemmia manuale.La differenza è tutta in cantina e nel tempo. Se il Sator è solo mosto fiore, Pietrafitta nasce dal vino di pressatura soffice delle bucce a fine fermentazione. Una tecnica che esalta le caratteristiche più accentuate della Tintilia in freschezza, alcol e tannini, per una clientela che cerca toni più decisi.Ne segue un vino che ha bisogno di 18/24 mesi in più di affinamento per riequilibrarsi: 30-36 mesi in solo acciaio, poi bottiglia, senza legno per preservarne l'integrità.Il nome deriva dalla contrada più pietrosa dell'azienda, resa coltivabile solo con il duro lavoro dell'uomo, e ne racconta il carattere.Rubino intenso e profondo. Naso dove i terziari risaltano ancora di più rispetto al Sator: mora selvatica, amarena, mirtillo, ma con evoluzione di cuoio, liquirizia, cacao, tabacco e spezie scure. Palato caldo, avvolgente, più muscolare e tannico, di grande equilibrio: spalla acida viva, sapidità e persistenza esemplari.Una Tintilia più maschile e decisa, ma di grande eleganza e longevità.